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Campobasso, Isernia, Larino, Venafro, Termoli e, ovviamente, Agnone: nessuna realtà del Molise accetta di sottostare all’inevitabile ridimensionamento a cui si andrà incontro. In particolare, in difesa del Caracciolo di Agnone, si stanno mobilitando tutte le forze politico-sociali dell’Alto Molise e anche noi del gruppo consiliare “Rinnovare” del Comune di Agnone non saremo da meno. Tuttavia, le motivazioni che ci hanno spinto a scrivere tale lettera nascono dal fatto che, finora, a nostro avviso sono stati ignorati trascorsi storici fin troppo importanti i quali, necessariamente, devono essere presi in seria considerazione nell’ottica della riorganizzazione della sanità molisana. Stiamo parlando di quanto accaduto in questa regione negli ultimi 60 anni e dei continui sacrifici che Agnone e l’Alto Molise hanno dovuto sommessamente accettare in nome di una politica locale tesa solamente a favorire accentramenti di servizi e popolazione verso pochi e privilegiati centri di potere. Vale la pena ricordare che: l'ospedale di Agnone è "civile": questo appellativo nasce dal fatto che il Caracciolo, all'epoca (stiamo parlando degli anni ’50 del ‘900), fu costruito con i soldi degli Altomolisani e solo in seguito esso divenne una struttura pubblica a tutti gli effetti. Il nostro ospedale, dunque, non è stato una gentile concessione di nessuno, ma è frutto del sudore e dei sacrifici di persone con uno spiccato senso di appartenenza alla propria terra; l’ospedale di Agnone è un vero e proprio fiore all’occhiello della sanità molisana, una struttura a misura d’uomo e dall’elevata professionalità, di cui si parla sempre come un centro di eccellenza, primo in Molise per l'accoglienza e la pulizia; ci troviamo in territorio montano e quindi fortemente svantaggiato da un punto di vista infrastrutturale: un poliambulatorio non riuscirebbe certo a garantire la salute dei cittadini in maniera dignitosa; a novembre del 2007, in un Teatro Italo Argentino gremito all’inverosimile, il Presidente Iorio dichiarò che erano disponibili circa 30 milioni di euro per completare il nuovo ospedale e che, nel febbraio 2008, sarebbe partito un ambizioso progetto per portare la banda larga in tutto l’Alto Molise tramite l’innovativa tecnologia del Wimax; l'ospedale di Agnone dà lavoro e offre un servizio indispensabile anche alle genti del vicino Abruzzo: perché, allora, non tentare una strada per trovare un accordo ad hoc con i regionali abruzzesi? la proposta di costituire ad Agnone un polo geriatrico è caduta nel dimenticatoio; gli assetti socio-economici del Molise odierno sono frutto di una politica di accentramento che, dal dopoguerra ad oggi, ha visto protagonisti solo alcuni centri della regione (Campobasso, Isernia, Termoli, Venafro). Dal canto suo, Agnone si è vista sfilare sotto il naso la sede della seconda provincia, sottrarre il tribunale e, più di recente, anche la scuola infermieri. la nostra rete viaria è quella che, in regione, ha subito le minori modifiche negli ultimi 30 anni: sono stati necessari circa 40 anni per realizzare una parte della Fondo Valle Verrino (che non proseguirà mai verso l’area del Sangro) e della Fondo Valle Vella si parla come di una chimera e resterà per sempre un miraggio. nonostante un retaggio storico-culturale unico in tutto il Mezzogiorno, nonostante una delle biblioteche migliori e più antiche della regione, nonostante un patrimonio ambientale e architettonico invidiato da molte parti d’Italia, Agnone, l’Atene del Sannio, si è sempre vista negare una sede dell’università (nonostante i proclami del mantellato Cannata); Si parla da anni di rilancio delle aree interne: in tale ottica, un territorio come l'Alto Molise non può assolutamente prescindere da un ospedale così come conosciamo oggi il Caracciolo in quanto, dopo anni di privazioni, se tagliassimo anche questo servizio ci troveremmo di fronte ad un ulteriore ostacolo per combattere lo spopolamento e incrementare fonti occupazionali quali, tanto per citarne due, turismo e artigianato. Senza andare troppo indietro nel tempo, è sufficiente constatare che negli ultimi sei mesi il Molise ha trovato spazio in trasmissioni di risonanza nazionale solo ed esclusivamente grazie ad Agnone e all’Alto Molise. Come dimenticare, infatti, i servizi dei tg nazionali sulla ‘Ndocciata dell’8 dicembre 2009 e le puntate di “Linea Verde” e “Linea Verde Orizzonti” dedicate specificatamente alle risorse ambientali, storiche, culturali ed enogastronomiche dell’Alto Molise? L’Alto Molise, dunque, è diventato de facto il veicolo principale di promozione dell’immagine di tutta la regione. Nel decidere quale sarà il futuro della sanità molisana e dell’Alto Molise, il dovere delle istituzioni è quello di non dimenticare quali siano state le vicissitudini che ha dovuto sopportare ingiustamente questo lembo del Molise: se nel corso degli ultimi decenni fosse stato concesso a questo territorio un altro canale di sopravvivenza al di fuori della “fabbrica ospedale”, oggi non staremmo certo a sottolineare anni di ingiuste privazioni. A fronte di ciò, non crediamo di essere nel torto nel chiedere di invertire una tendenza che da quasi un secolo penalizza le zone interne come le nostre; pensiamo sia giunta l’ora di dare seriamente una soluzione al problema della sopravvivenza delle nostre zone cercando di porre rimedio agli errori del passato e ponendo l’Alto Molise in una situazione di privilegio rispetto a quelle realtà finora troppo privilegiate: pertanto chiediamo che, almeno per questa volta, a fare i sacrifici maggiori siano quelle città della regione che, rispetto a noi, in questi ultimi decenni di storia hanno sicuramente ricevuto più del dovuto.
Cordiali Saluti
Avv. Lorenzo Marcovecchio Dott. Ing. Danilo Di Nucci
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